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  • Piazza del Municipio
    80133 Napoli

Recensioni Consigliate

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  • 5.0 stelle
    8/11/2012

    Fantasticamente imponente. Non può essere che questa l''impressione che si ha quando si guarda Castel Nuovo, da tutti comunemente chiamato il Maschio Angioino. Il mio consiglio, che vale anche per tutti gli altri monumenti storici, è ovviamente quello di non guardarli solo dall'esterno ma di conoscere tutte le ricchezze che all'interno custodiscono. Sarà senz'altro suggestivo camminare tra le pareti che un tempo accolsero personalità come Boccaccio, Petrarca e Giotto. Se poi date conto ad un'antica leggenda, vi farà un certo effetto sapere che nelle progioni sotterranee del castello c'era un coccodrillo nelle cui fauci finivano terribilmente tutti i condannati a morte. Ma ritornando al presente, oggi il Maschio Angioino è la sede del Museo Civico. Tra le opere a cui prestare maggiore attenzione ci sono gli affreschi di Giotto e dei suoi allievi, che impreziosiscono la Cappella Palatina, i capolavori di Luca Giordano, Mattia Preti e Battistello Caracciolo. Arrivarci con i mezzi pubblici è semplicissimo e il biglietto è super-economico: intero soli 5 euro. Cosa aspettate a programmare la vostra visita?

  • 4.0 stelle
    12/11/2012
    Elencato in Cultura a gogò

    Castel Nuovo (noto a tutti i napoletani come Maschio Angioino) è il cuore della storia partenopea. La prima volta che l'ho visitato il avevo sette anni. Ne rimasi incantata e immaginavo le storie e gli intrighi a corte, tra re, principesse e baroni. In particolare rimasi affascinata dalla sala dei baroni, che all'epoca mi sembrava enorme. Oggi quella sala  non mi sembra così ampia come la ricordavo, però il fascino, quello resta sempre. Questa stanza, dove con un inganno Ferrante I attirò, fece arrestate e giustiziare i baroni che volevano congiurare contro di lui, oggi è usata per le sedute solenni del Consiglio comunale. Insomma dai baroni ai consiglieri.

  • 3.0 stelle
    12/11/2012

    Il Castel Nuovo, che solitamente viene chiamato Maschio Angioino, è stato appunto voluto da Carlo d'Angiò.
    Se si arriva a Napoli dal mare è una delle prime costruzioni che si notano di Napoli. Si erge imponente con alle spalle i colori del Palazzo Reale. Mi ha sempre affascinato per l'eleganza e la semplicità della costruzione. Negli ultimi tempi è finalmente stato rivalutato, anche perché negli anni scorsi proprio sotto il Castello c'era un parcheggio, che secondo me deturpava un po' la zona.
    Molto spesso proprio per la sua bellezza viene scelto come scenografia per le foto da coppie di sposi, ma molto raramente il napoletano sceglie di visitarlo. A torto.
    Ho scoperto da poco il Museo Civico, che la fortezza trecentesca oggi contiene e protegge. E' una delle tappe di Napoli da non perdere.
    Si possono visitare solo alcune parti del palazzo, ma quella che mi ha colpito maggiormente, è la Cappella di San Sebastiano, comunemente conosciuta come Cappella Palatina. Fino al Seicento era dedicata a Santa Barbara ed, a ragione, è ritenuto un capolavoro dell'arte gotica.
    Sono rimasta particolarmente impressionata dalla Cappella, perché per affrescarla venne chiamato Giotto, e l'idea che il mio pittore preferito abbia calpestato lo stesso pavimento o, che abbia vissuto per un po' in quelle stesse mura, dove mi trovavo io, mi ha affascinato tremendamente.

    • Utente Qype kawabl…
    • Naples, Napoli
    • 1 amico
    • 57 recensioni
    5.0 stelle
    13/4/2010

    Uno dei più suggestivi fra i 5 castelli napoletani.Ricco di storia.La sua costruzione si deve all'iniziativa di Carlo I d'Angiò, che nel 1266, sconfitti gli Svevi, salì al trono di Napoli e Sicilia e stabilì il trasferimento della capitale da Palermo alla città partenopea.Da qui il suo famoso soprannome di Maschio Angioino.Suggestivo l'impatto visivo provenendo dal corso umberto,dove oltre all'impetuosa mole colpisce sul lato alto del castello l' evidente l effetto di un colpo di cannone.Anticamente il castello era bagnato dal mare ora non più.Non si conosce molto dell'aspetto della fortezza angioina, della quale sopravvive la sola cappella palatina.
    Il castello ricostruito da Alfonso d'Aragona si presenta di pianta irregolarmente trapezoidale ed era difeso da cinque grandi torri cilindriche, quattro rivestite di piperno e una in tufo, e coronate da merli

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